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Il template di registrazione: prepara la sessione una volta sola

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Ogni volta che apri la DAW per registrare la voce rifai le stesse cose: la traccia con la base, il click, la traccia del microfono, un po' di riverbero da sentire in cuffia. Fallo una volta sola, salvalo come template, e da quel giorno apri il progetto e premi REC. Ti racconto come farei se fossi in te, perché è quello che faccio io: il mio template è un po' più complesso, ma segue gli stessi principi. Valgono per qualunque DAW: i nomi delle tracce e degli effetti scegli tu, quello che conta è la struttura.

1. Cosa c'è già pronto quando apro il progetto

  • Base e click. Una traccia stereo per la base. Per prima cosa imposta il tempo del brano in BPM; se la tua DAW la prevede, crea una traccia del click. Ti potrà servire anche se la base ha già la batteria: in un'introduzione a cappella o in un bridge ti aiuta a tenere il tempo.

  • La traccia dove registri, una sola. Chiamala col tuo nome, o con quello di chi stai per registrare. Ha l'ingresso della scheda audio dove entra il microfono e le mandate agli effetti già aperte (vedi sotto). Tutte le take si registrano qui, poi si spostano nelle tracce vuote che stanno sotto. Se usi l'autotune, è qui che lo devi mettere: imposta la tonalità del pezzo prima di cominciare.

  • Tante tracce voce vuote, sotto. Tutte dello stesso colore, diverso da quello della traccia di registrazione, che a sua volta è diverso da quello della base, senza ingresso, con l'uscita su un bus unico per le voci (un bus, o aux, è un canale in cui confluiscono più tracce: gestisci volume ed effetti di tutte le voci insieme). Preferisco non preparare le categorie prima, "due tracce per la lead e quattro per le doppie": i pezzi sono tutti diversi, a volte basta una take, a volte ne servono venti, quindi decido dopo. Io ne tengo decine di vuote; a fine sessione elimino quelle rimaste vuote e nascondo quelle con le take scartate, in mute, durante la registrazione.

  • Due effetti su aux, solo per le cuffie. Un aux (in alcune DAW si chiama bus) è un canale che riceve un po' di segnale dalle tracce tramite i send e ci mette sopra un plugin di effetto. Ne bastano due: un riverbero hall, filtrato sotto i 500 Hz e sopra i 5 kHz (il vecchio trucco di Abbey Road: il riverbero si sente, ma non impasta la voce: un riverbero che va bene su quasi tutto e si regola in un attimo), e un delay stereo a ottavi agganciato al tempo del progetto. Servono a chi canta: con un filo di riverbero in cuffia ci si intona più volentieri. Sul file registrato non finiscono.

  • Le cuffie. Base, click e voce arrivano in cuffia con i loro volumi già regolati. Se senti poco la voce ma il gain del preamplificatore è già corretto, abbassa la base (io, con basi già masterizzate, tengo di solito il fader a -20 dB) e alza il volume dell'amplificatore delle cuffie. Latenza, ascolto diretto e volume li racconto in Come registrare la voce in casa.

2. Le impostazioni del progetto

  • 24 bit (o 32 bit float, se la DAW lo offre). Frequenza di campionamento uguale a quella della base, 44,1 o 48 kHz.

  • Buffer basso per registrare (32 o 64 campioni).

  • I file prendono il nome dalla traccia. Quasi tutte le DAW lo fanno da sole: se la traccia di registrazione si chiama come l'artista, le take si chiamano Artista_01, Artista_02, e le ritrovi anche fuori dal progetto. Puoi anche rinominare la traccia di registrazione con quello che stai per registrare, ad esempio Rit1_Artista. Io preferisco farlo dopo, ma io mixo quello che registro: può non essere il tuo caso.

3. Durante e dopo la registrazione

  • Marker su strofa, ritornello, bridge, appena hai ascoltato la base una volta. Torni al punto con un tasto invece di cercare col mouse.

  • Le take si creano tutte sulla traccia di registrazione. Dopo ogni stop trascini la take in una delle tracce vuote sotto: una take per traccia, oppure più take dello stesso tipo (voce principale, rinforzi, e così via) una dopo l'altra sulla stessa traccia, senza però che si accavallino. Le puoi organizzare per sezioni e aprire già i pan per rinforzi e armonie. Io a questo punto copio le mandate dalla traccia di registrazione sulle tracce dove ci stanno, con la quantità di riverbero e delay che serve, sempre solo in ascolto. Il pezzo prende forma man mano che registri.

  • Scegli a caldo. La take buona resta accesa, le altre vanno in mute e in fondo. Ma non buttarle: mi è capitato spessissimo, in edit o in mix, di recuperare da una take "sbagliata" una sillaba per coprire un errore, o un rinforzo in un punto dove ci si accorge che serviva solo mixando. Butta solo quelle veramente insalvabili. Tanto l'audio pesa poco.

  • A fine sessione rinomina le tracce con quello che contengono, ad esempio LEAD, DOP, ADS, ARM: le etichette le decidi tu, maiuscole, minuscole, come vuoi, basta che siano chiare. Quando le esporti, chi mixa capisce cosa sono senza chiedertelo (come farlo, DAW per DAW, in Come esportare le tracce separate in ogni DAW).

4. Plugin sulla traccia: sì, ma li senti solo tu

Una precisazione, perché in giro (anche qui) si legge "niente compressore, niente EQ, niente autotune in registrazione". Il motivo è giusto: quello che stampi sul file non lo togli più. Ma in quasi tutte le DAW i plugin negli insert della traccia armata lavorano dopo il punto in cui il segnale viene scritto su disco: li senti in cuffia mentre canti e il file resta pulito. Quindi metti pure quello che ti aiuta a cantare, un compressore per sentirti più presente, un distorsore per entrare nel mood, sapendo che sul disco va la voce originale, che si mixa come si deve dopo.

Non sei sicuro che la tua DAW faccia così? Registra due secondi con il plugin acceso, poi spegnilo e riascolta: se la voce cambia, il plugin era solo in ascolto. (BandLab è un'eccezione nota: gli effetti li stampa.)

Chi vuole davvero stampare un trattamento (io in entrata comprimo, equalizzo e uso un de-esser, ma dopo anni di mestiere) fa passare il microfono da un aux con gli effetti, e da lì a una traccia audio che registra il risultato. È una scelta da fare sapendo cosa si fa: se hai un dubbio, non ti serve rischiare.

5. Salvare

  • Salva come template. Quasi ogni DAW ha il comando nel menu File. Fanne uno per situazione: voce sola, voce e chitarra, e così via. Il template resta pulito, i progetti veri nascono da lui.

  • Ordine su disco. Una cartella per artista, dentro una per anno, dentro una per brano con tutto quello che gli appartiene. In più una cartella "materiali" per la roba di lavoro ancora sparsa, che sposti nella cartella del pezzo quando la usi. Fra un anno ritrovi tutto senza cercare.

6. Prima di premere REC

  • Base e click in cuffia, ai volumi giusti.

  • La traccia armata è quella con l'ingresso del microfono.

  • Gain provato sul passaggio più forte del brano, non sulla strofa.

  • Le take della volta prima sono già nelle loro tracce, non le stai registrando sopra.

  • Il progetto ha il nome giusto, non "Template copia 3".

Stanza, microfono, distanza e gain sono l'altra metà del lavoro: ne parlo in Come registrare la voce in casa. Quando hai finito, esporta le tracce separate e guarda Prepara il materiale per cos'altro mi serve. Se qualcosa non torna, scrivimi.

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